L’Università Mediterranea si sta mobilitando per favorire l’ingresso di imprese, startup e ricercatori calabresi nel mercato asiatico.

La Cina sta facendo dei passi da gigante nel campo dell’innovazione, della ricerca, dell’edilizia, dell’agrifood, dell’IT e dei metadati; inoltre i cinesi accolgono attivamente i cervelli stranieri per poi aiutarli a entrare nel loro mondo del lavoro. Di conseguenza per gli studenti e per i lavoratori italiani la possibilità di un esperienza formativa e lavorativa nello stato cinese rappresenta un’opportunità validissima.
Una delegazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, consapevole di queste dinamiche e fortemente incoraggiata dall’alto apprezzamento che la regione calabrese riscuote presso la popolazione cinese, ha siglato dei protocolli d’intesa a Shanghai e a Nanchino cosi da incentivare l’ingresso di startup, di imprese innovative e di ricercatori calabresi all’interno del mercato asiatico.
La missione operata dai dipartimenti di Ingegneria, Architettura e Agraria, insieme al Contamination Lab (laboratorio universitario per l’innovazione, l’imprenditorialità e nuovi modelli di apprendimento), ha come prima tappa Shanghai, al Bits x Bites, primo incubatore e acceleratore cinese per startup relative al cibo, dove viene studiato il futuro dell’alimentazione (farine di alghe, di grillo e di altri insetti ma anche packaging intelligenti, biodegradabili e high tech).
La seconda tappa prevista invece è Nanchino, al Jiangsu Software Park, (parco tecnologico superinnovativo) a cui segue l’accordo con la Nanjing Tech University, rinomata università specializzata nelle discipline dell’ingegneria. Gli studenti della Mediterranea avranno la possibilità di frequentare la “Bamboo Summer School” di tale ateneo per studiare il bambù, materiale che, per moltissimi aspetti (anche quello delle costruzioni) rientra nelle strategie elaborate dalla Cina per strutturare la propria crescita.